free web hosting | free website | Business Hosting Services | Free Website Submission | shopping cart | php hosting
Water
Anima o che cosa?

Un'indagine sul concetto di anima in
un orizzonte filosofico esistenziale,
non-religioso e non-materialistico

Water



Il concetto di anima percorre la storia
delle religioni e più in generale delle
culture, ancorché il significato
moderno e corrente del termine tragga
la sua origine assai più dalla
dottrina cristiana che da concetti
antichi come quelli greci o vedici.

Nel corso del tempo si sono nel
termine anima sovrapposte due
concezioni, per alcuni versi opposte:
anima come "anima del mondo"
quale totalità vitale o spirituale di
tutto l'essere, oppure anima come
"individualità spirituale" afferente
ogni e qualsiasi persona umana.

In realtà molto spesso l'uno e l'altro
sub-concetto si sono presentati come
i due poli di qualcosa di identico,
o quantomeno di omogeneo,
specchiantisi l'uno nell'altro, il primo
come totalità cosmica
e il secondo o come unità-base di essa
o come suo specchio microcosmico


Quanto sopra poiché sia il microcosmo
che il macrococosmo, in tutta la
filosofia greca classica, si erano
rincorsi, alternandosi e coniugandosi, come pure nelle filosofie mesopotamiche
iraniche, indiana e cinese.
Poi però il Cristianesimo
ha eliminato dal macrocosmo ogni
traccia di spiritualità, concentrandola
nel microcosmo umano, in quanto
frutto di una creatività superiore,
onnipotente e onnisciente, ma simile a
quella umana, che avrebbe privilegiato
 questa sua creatura particolare
come sua specifica opera d'amore
nell'ultimo giorno della Creazione,
a coronamento di ogni suo aspetto.

Il macrocosmo, il mondo materiale, è
diventato così qualche cosa di greve e
di ottuso, fatto solo per ospitare l'uomo
e per permettergli di sussistervi
temporaneamente in attesa dell'aldilà
per esprimere la sua natura
morale, eco lontano della bontà divina
calata nella sua anima come impronta e
segno della potenza e intelligenza
del Creatore in persona.

Ma il mondo diventava anche,
specialmente con San Paolo, un'oggetto
creazionale estraneo, rozzo, primitivo,
 deietto e lontano dal divino, e
in quanto tale possibile campo d'azione
delle forze del male, dipendenti dal
Maligno, il Principe delle Tenebre, che
può agire liliberamente per devastare
l'umanità, metterne alla prova la buona
volontà e l'ubbidienza alla legge divina,
oppure sfruttare la tentazione di
allontanarsene o di provocarla, di
violare la legge, di perdersi nel peccato.

Di tutti questi processi l'anima
è il soggetto agente e insieme patente,
in una fenomenologia redenzione/ricaduta
che l'uomo deve gestire per guadagnarsi
la prima o perderla del tutto nella seconda
allorché perde di vista il fine per cui è stato
 creato da Lui, verso l'evoluzione virtuosa
al suo Regno e quindi all'eterna
 beatitudine presso di LUI.



AVANTI